Cos’è contro natura?

ANgiraffe

Alcuni giorni fa ho visto con un amico una mostra interessante, “Against Nature?”, organizzata nell’ambito del Festival della Scienza di Genova e allestita al Museo di Storia Naturale della città, fino al 7 Gennaio 2009.

 

Il tema sorprendente è quello dell’omosessualità in Natura che è diffusa in moltissime specie viventi, dai mammiferi ai pesci, dai crostacei agli insetti, dai cefalopodi ai vermi parassiti: è scientificamente provato che  oltre 1500 specie intrattengano relazioni omosessuali, ma probabilmente è ancor più diffusa di quanto oggi non si conosca.

 

Uno dei cavalli di battaglia della Chiesa per condannare l’omosessualità è storicamente stato affermare che è un comportamento contro natura, e che il sesso è intimamente legato alla riproduzione. Il Sinodo di Nablus del 1120 definì l’omosessualità, per la prima volta nella Storia, come un “crimine contro natura”, e in età rinascimentale questo principio divenne legge in molti Paesi. Senza andare troppo lontano nel tempo, i Nazisti uccisero nei campi di concentramento dai 10.000 ai 25.000 uomini, e ancora oggi in molti paesi del mondo esiste un’intolleranza soprattutto di matrice religiosa che continua a condannare quei comportamenti come aberrazioni.

Gli scienziati, appena trovato il coraggio, hanno dimostrato che non è affatto così, e devo dire che ritengo ciò che ho visto veramente sorprendente, al punto di desiderare documentare il tutto con un post divulgativo, perché anche attraverso il modesto canale del mio blog sia diffusa la consapevolezza che l’omosessualità è comune in natura, e non c’è depravazione o deviazione in questi comportamenti, si tratta semplicemente di una “opzione b”, la quale per altro non esclude la riproduzione, sia negli esemplari maschi che nelle femmine. Non sto difendendo un’inclinazione personale, semplicemente è un atto di verità.

 

Ma veniamo alle curiose informazioni apprese: l’omosessualità si riscontra tra i cigni, le orche, le balene, i delfini, le giraffe, le scimmie, i gabbiani, i pinguini, le libellule, persino tra le mucche; c’è una curiosa stampa addirittura del 1896 con due maschi di maggiolino in acrobatico accoppiamento. Ma perché la scienza ha il coraggio di parlare solo ora? Tutto quello che veniva scoperto sull’argomento  non veniva divulgato per vari motivi: mancanza d’interesse, avversione, paura del senso del ridicolo e forse soprattutto paura di perdere i finanziamenti.

 ANdelfini

Sapevate che la scienza ignora completamente la vita sessuale dei ricci? In questo mondo di incontrollabile voyeurismo, nessuno li ha mai visti trombare, però la zoologa Beate Strøm Johansen capì che un riccio maschio incontrava ogni sera un amichetto diverso grazie alla dotazione di radio-collari, che provocherebbero a chiunque ansie da prestazione.

 

In alcune specie di uccelli, come la gazza marina, non si distingue a colpo d’occhio di che sesso sono gli esemplari, e la distinzione dipende soprattutto da fattori comportamentali: talvolta un maschio può decidere di comportarsi come una femmina (sculettando e facendo la voce in falsetto?) anche nell’atto sessuale, o per evitare lotte o molestie.

Prendiamo una coppia di gabbiani intenti a nidificare: siete sicuri siano maschio e femmina? Il dubbio è lecito, perché pare non sia inconsueto che si tratti di due esemplari maschi, distinguibili soltanto grazie all’esame del DNA. Come si procurano la prole per metter su famiglia? Sono un po’ opportunisti, si unisco per un certo periodo ad una femmina e la fanno riprodurre; oppure sono “ladri di bambini”, e rubano le uova dagli altri nidi. Con tutta evidenza l’omosessualità non inibisce i loro desideri di maternità e paternità.

Così anche nei fenicotteri: due maschi mettono su famiglia dopo che uno o entrambi si sono accoppiati con una femmina per farle deporre le uova. Ma al di là di questo episodio, poi si accoppiano esclusivamente tra di loro. Inoltre rispetto ad una coppia etero, quelle omosessuali riescono a controllare aree più vaste di territorio e ad allevare più pulcini. Li chiamano “super-papà”, e analogamente ci sono le “super-mamme” in diverse altre specie di uccelli.

 ANbalene

Anche negli insetti non è facile determinare a colpo d’occhio il sesso degli animali: gli scienziati hanno scoperto comportamenti omosessuali nelle libellule perché durante l’atto sessuale “normale”, il maschio infligge con i propri cerci addominali una lesione caratteristica sul capo della femmina. Beh, questo tipo di lesioni si trovano anche sulla testa del 20-80% dei maschi… 2+2=4.

 

Forse vi starete domandando, come ho fatto io, se l’omosessualità è solo maschile negli animali: dopo tutto l’atto sessuale tra maschi non cambia molto, ma tra femmine? Anche loro si sono organizzate, sviluppando modalità alternative di accoppiamento di grande inventiva: mentre le scimmie non hanno fatto troppi sforzi di fantasia perché hanno la benedizione delle mani e si dedicano anche al sesso orale, è sorprendente apprendere che i trichechi ricorrano all’uso delle pinne. Anche i delfini penetrano la loro compagna con la pinna dorsale e i maschi utilizzano lo sfiatatoio.

 

Ho trovato molto curioso che la scimmia di razza bonobo risolva qualunque conflitto interno alla comunità mediante rapporti sessuali, secondo il principio fate l’amore non la guerra. La quasi totalità dei bonobi è bisessuale ed è comune l’amore di gruppo. Immaginate di introdurre questa prassi in Parlamento o in una assemblea condominiale.

 ANorche

Sapevate che l’etimologia di “testimoniare” è la stessa di “testicolo”? E’ curioso scoprire che i maschi di molte scimmie, come per esempio i macachi, suggellano la loro relazione omosessuale mettendo nelle mani del compagno i propri testicoli (comportamento scientificamente definito didding, gingillarsi), e lo stesso fenomeno è stato osservato presso alcune tribù umane in Australia e Nuova Guinea.

 

Un’altra scoperta impressionante: nei branchi di lupi, solo un maschio e una femmina hanno il monopolio della procreazione, tutti gli altri hanno relazioni omosessuali!

Da notare che le specie in cui si sono rilevati comportamenti omosessuali sono molto intelligenti e vivono secondo sistemi sociali complessi, tra questi, oltre ai lupi, anche i leoni, le balene e i primati.

 

La mostra si chiude con un’arguta frase di un professore di etologia dell’Università di Stoccolma, Magnus Enquist:

 

“Ci sono cose che vanno contro natura molto più dell’omosessualità, cose che soltanto gli umani riescono a fare, come avere una religione o dormire col pigiama”.