Ma come parla?! Le parole sono importanti!

         Siamo rimasti in pochi a scandalizzarci quando l'italiano viene umiliato da un gergo attinto in modo molto discutibile dal vocabolario inglese? Forse ancora meno persone sanno che gli anglofoni piú colti utilizzano vocaboli il cui etimo é latino o greco.
        Ma veniamo al punto: ve la ricordate quella magnifica scena di Palombella Rossa nella quale Nanni Moretti schiaffeggia la giornalista che usa espressioni logore e vocaboli inglesi? Dio! Dio, quante volte negli anni avrei voluto permettermi il lusso di essere cosí intransigente e aggressiva! La situazione non fa che peggiorare, siamo alla totale deriva linguistica, che detto da una ignorante come me, che neanche ha fatto studi classici, é veramente indicativo di come l'italiano stia tragicamente soccombendo al gergo informatico ed economico che impazza in TV e sui giornali. Le persone subiscono una sorta di "contagio", per il quale si uniformano molto rapidamente al contesto linguistico, senza saper discernere ma assorbendo tutto come spugne prive di libero arbitrio.
        I giorni scorsi ho seguito un corso di formazione aziendale per imparare ad utilizzare un programma… che maledizione, dovevo probabilmente dire software… Comunque, il tizio che teneva il corso sarebbe stato sicuramente massacrato di botte da Nanni Moretti, e io gli avrei volentieri dato una mano con una clava. Ecco un discorso tipo del collega:
        "Mi rendo conto che dovrete fare un particolare effort,  capite che nell'attuale contingency é questione di riuscire a skillare le potenzialitá del software: poi, superato questo periodo bridge, sará tutto piú easy". Prima di arrivare alla fine della frase lo avevo giá immaginato decapitato, altro che schiaffi.
        Ora mi chiedo: perché non dire sforzo, contingenza, acquisire le capacitá, ponte, facile? Molti dei discenti presenti non conoscevano neanche l'inglese e si sono vergognati ad alzare una mano e chiedere "Ma come parli?!? Le parole sono importanti!". Una volta si diceva parla come mangi, avremmo dovuto suggerirglielo in coro.
        Ma questo, ahinoi, non é un caso isolato: ció che pare incredibile é che alle volte alle persone non venga neanche piú in mente il corrispondente italiano di alcuni lemmi, per esempio partnership… come cavolo si dice in italiano? e cosí finisci per dirlo in inglese, dimenticando che "societá" o "associazione" vanno benone e non ledono la dignitá della nostra lingua e della nostra cultura. E che dire dell'abusato misunderstanding? Fraintendimento, é una bellissima parola italiana.
        Aneddoto. Un giorno mi telefona un collega della contabilitá e parlando di una fattura mi chiede se la posso OKEIZZARE. Okeizzare, capite quanto si puó cadere in basso? Questa persona non é piú in grado di attingere al suo personale vocabolario italiano per estrarre una parola semplice come "approvare". Caso simile: ad un tizio in televisione viene chiesto di cosa si occupa, e questo risponde "faccio PIERAGGIO": sulle prime non afferro, poi riavvolgo il nastro nella mia testa e capisco che il tapino di mestire fa "pubbliche relazioni" (p.r.), e intendeva dire che distribuisce inviti per l'ingresso in discoteca.
       
        E infine veniamo ad un paio di rospi che ho in gola giá da tempo: piuttosto, davvero, e insomma, tutti avverbi in qualche modo abusati in questi tempi bui per l'italiano.
        Per coloro che non lo sapessero piuttosto non é un sinonimo di oppure: posso dire piuttosto che dire trend negativo mi taglio un braccio, e anche ho sonno preferirei piuttosto andare a dormire; ma non posso dire potremmo andare al cinema piuttosto che a teatro piuttosto che a cena fuori, semplicemente perché é sbagliato! Fate caso, ormai l'abuso del piuttosto ha contagiato tutti, una vera pestilenza. Un giorno anche a me é capitato di usarlo in questo modo, me ne sono accorta mentre lo dicevo, e dopo mi sono sentita veramente una merda, mi sarei presa a schiaffi chiedendomi ma come parli?!? se non fossi stata in ufficio.
         Su davvero e insomma non voglio dilungarmi, provate solo a sentire una puntata di Che Tempo Che Fa e capirete che Fabio Fazio é il Re del loro abuso. Sinceramente sempre meglio dell'eccesso di MINCHIA che ormai imperversa nel parlare di tutti. Solo pochi anni fa minchia era un intercalare siciliano piuttosto volgare, poi piano piano é stato sdoganato, sempre grazie alla cara vecchia stronza TV, e forse il minchiaSabbri della Littizzetto ha fatto da apripista. Ma se dire minchia una sola volta puó avere un effetto enfatizzante, riempire le frasi con un 60% di minchia meriterebbe un'azione punitiva di un esercito di Nanni Moretti.
        E ora se vi va, godetevi il meraviglioso Nanni. Lo adoro, é una persona speciale con un magnifico cervello.

 

 

 


 

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Un castigo di Dio: l’invasione delle Locuzioni.

         nuvole di sabbia

       Dio ci scampi dalla piaga dei “ci sta”. Avete fatto caso? Ormai i discorsi di chiunque ne sono abbondantemente conditi. E’ il nuovo tormentone linguistico. Lo so che al mondo c’è di peggio, ma che orrore…

 

 

         Voglio dire, tra poco sarà il 13 dicembre, il giorno più corto dell’anno

         Al limite vuole dire, cioè, che il 21 o il 22 dicembre è il giorno più corto

         Mi consenta di insistere, lo sanno tutti, cioè, che il 13 dicembre è "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!"

         Veda, non sono mica un organismo monocellulare a livello di Astronomia: a livello di tramonto, ci sta che lei abbia ragione ma, onde evitare fraintendimenti, attorno al 13 dicembre si accorciano le giornate, cioè, voglio dire, il Sole tramonta prima, tra le 16,41 e le 16,42

         Per cui, al limite, ci sta che il 13 è il giorno più corto?

         Ma anche no, perché a livello di ore di luce, il giorno del Solstizio d’Inverno il Sole tramonta dopo, verso le 16,44, ma a livello di alba il Sole scende in campo ancora più tardi, per cui, voglio dire, è matematico che il Solstizio sia più corto del 13, capito?

         Beh, se è così, ci sta, mi pare politicamente corretto

         Al limite ci stava che fosse il 13 prima della riforma del calendario di Papa Gregorio XIII

         Chiaro. Allora ci sta che sia il 21

         Certo che ci sta