Bleah, vorrei dire solo bleah!

        Come si fa a dire due parole non troppo banali sulla situazione del Pianeta? Non c'é modo temo, ma a volte la tentazione é forte di dire che gli uomini non sanno gestire il potere che hanno su questo pianeta, il delirio di onnipotenza che li fa credere in grado di governare l'energia dell'atomo. Ne faremo le spese tutti, domani un tumore che chissá come salta fuori, domani bambini che nascono deformi, per non dire degli animali e delle piante. Abbiamo a disposizione le energie alternative ma forse non sono abbastanza "maschie" per i governanti in giacca e cravatta. É per questo che sento la mancanza di donne al potere, le donne trattano con piú cura la vita, loro che impiegano nove mesi a creare una persona, e 20 anni a tirarla su, loro sanno che la vita merita piú rispetto.

       Ho un passaporto bordeaux con una scritta in oro che recita Repubblica del Bunga Bunga, mi vergogno quando devo mostrarlo a una frontiera, adesso poi che negli ultimi giorni é diventato Repubblica del Bunga Bomba sento la voglia di bruciarlo, e scappare lontano, e chiedere asilo politico in un paese dove la classe dirigente si occupi della popolazione e delle sue necessitá, dove é una vergogna essere "furbi" non un merito come in questo paese di merda, dove il merito ha un peso solo quando é accompagnato da una raccomandazione, e dove la raccomandazione pesa sempre e comunque piú del merito. Mi vergogno di vivere in un paese dove gli uomini guardano alle donne sempre dall'alto in basso, e sempre e solo come strumenti sessuali, e quando non sono piú sessualmente attive sono da buttare, mentre loro anche a 74 anni continuano a trombarsi fanciulle poco piú che bambine, e nessuno si scandalizza perché é un loro diritto pagare e avere una che apre le gambe, non si vergognano proprio, perché é un diritto di natura. Cosa si direbbe di una donna di 74 che paga un ragazzino di 16 anni in cambio di sesso? Sarebbe uno scandalo inaudito. Due pesi e due misure. E noi abbiamo sempre la peggio perché la cultura dominante é quella che vuole una donna prendere scorciatoie sessuali perché altrimenti non arriverá mai da nessuna parte visto che il timone non ce l'hanno mai in mano loro.

E che dire delle balle sulla guerra in Libia?! Siamo tutti cosí rincoglioniti da bere ancora la storiella che é una missione di pace, e che evitiamo genocidi, e che portiamo la democrazia dove non c'é. A noi interessa solo il petrolio, a noi e ai francesi, e a tutti gli altri, perché il mondo é pieno di conflitti, in Africa soprattutto, la gente muore come mosche, ma se sotto i loro piedi non c'é petrolio o gas a noi non ce ne frega un cazzo. Ah quanto siamo buoni noi con le missioni umanitarie!!! Tutto per sostenere i nostri consumi il piú delle volte senza alcun senso, gli sprechi, l'inquinamento. Il Papa ha detto che sia augura siano difesi i civili in questo conflitto con la Libia, io mi chiedo invece va bene che tutti gli altri muoiano per il petrolio?

Il mondo, il nostro mondo di specie dominante, fa abbastanza schifo. Questo Pianeta che una volta era un paradiso, noi non ce lo meritiamo proprio.

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La patta del Berlusca

Ci risiamo.

La patta del Berlusca di nuovo sbattuta in prima pagina.

E lui che orgogliosamente dichiara che non cambierá mai stile di vita. Gli piacciono le donne, dice. Gli piacciono molto giovani, pare. E anche pagarle, sembra. Ogni volta che sento un uomo dichiarare “mi piacciono le donne”, mi vengono i brividi. Non significa “sono eterosessuale”, ma sono un “maschione molto attivo”, grande scopatore. E un bel chissenefrega? Fatti tuoi. Certo, qualcuno dirá che se la disgraziata é minorenne ci scappa il reato. Lei pare pure “vittima” della giustizia, accusata di furto. Ci vorrá un Lodo Ruby? Ho sentito dire che é scappata a sedici anni dal Marocco perché il padre voleva farle sposare un uomo di 49 anni. Troppo giovane per lei. Dopo un anno si trova finalmente uno dall'etá congrua, 74 anni. Ricco, ricco e generoso, lui é fatto cosí quando gli si intenerisce il cuore DEVE aiutare il prossimo.

La cosa che questa specie di Sinistra non ha ancora capito é che gli italiani vanno pazzi per le notizie pruriginose come questa, e che segretamente gli uomini approvano, ammirano questo uomo anziano cosí “vigoroso” e soprattutto cosí potente. Non importa se la disoccupazione é all’11%, non importa se la crisi morde, le imprese chiudono, la cassa integrazione dilaga, i servizi vengono tagliati, e le tasse aumentano (conti alla mano sulla mia busta paga sempre meno soldi). Non ce ne frega niente, riempiteci la testa di fuffa, tette, culi, omicidi risolti e spazzatura inceneribile. Parliamo solo di nulla, bla bla bla, quando dovremmo giá da un pezzo urlare e piangere in coro, che basta cosí, vogliamo che ci tolgano dal culo il candelotto che inizia a bruciare troppo e tra poco scoppia.

Oggi sposi

confetti           

 

          Pare che il Pew Research Center, centro USA di analisi dati, sia giunto ad una conclusione interessante: sposarsi oggi conviene piú agli uomini. La sensazionale scoperta, che va ad aggiungersi a quelle prestigiose dell’acqua calda e dell’uovo di Colombo, afferma l’inversione di tendenza degli ultimi quarant’anni: una volta per progredire economicamente e nella scala sociale le donne dovevano sposarsi (se ti sposavi un poveraccio era solo per amore), mentre oggi molte lavorano e non hanno piú vantaggi a contrarre matrimonio. Anzi, aggiungo io senza neanche farmi pagare tutti i dollaroni che il centro ricerche americano deve aver speso, oggi il matrimonio non solo non conviene piú alle donne, ma si puó dire che le danneggi: infatti l’uomo negli ultimi quattro decenni non si é evoluto molto, continua a costituire un tuttuno con la poltrona, tarda cioé ad acquisire in casa la stazione eretta e l’opponibilitá del pollice. Il piú delle volte evita i lavori domestici perché minano la sua mascolinitá e ritiene che siano compiti esclusivamente femminili; cosí tu donna, che hai passato i migliori anni della tua vita a studiare per raggiungere un buon impiego, se ti sposi ti troverai con un doppio lavoro e in definitiva con mezzo stipendio, perché tendenzialmente lui non muoverá un dito aggrappandosi alla difesa dei valori tradizionali della famiglia e cercando cosí di difendere l’ultimo baluardo della sua virilitá.

`        Un’altra ricerca, questa volta italiana, dice che al 33% delle italiane piace trascorrere il tempo libero davanti ai fornelli, mentre gli uomini preferiscono rilassarsi nel proprio studio. A parte che vorrei sapere quanti appartamenti hanno lo studio, ma che agli uomini nel tempo libero piaccia non fare un biiiiiip, si sapeva anche questa, da sempre: di certo quelli piú attivi e privi di studio appena possono si mettono davanti ad un granpremio, una partita di calcio o escono di casa, che i fornelli si sa é roba da femmine. Salvo poi affermare che i piú grandi chef sono uomini.

Non voglio rinascere donna – seconda parte

cavolorosso zoom

  

Se fossi una donna d’altri tempi potrei dire “Diamine, quanta gente!”, oppure anche un garbato “ohibò, quale incredibile moltitudine di genti!”. Ma sono una donna d’oggi, e mai come in questo frangente è più opportuno un “cazzochecasino!”.

Milano, sotterranei della metropolitana, una mattina di inizio febbraio. La gente sgomita per salire sui vagoni, ci sono così tante persone sui marciapiedi ansiose di partire che spinte, urti, strattonamenti senza uno straccio di scuse stanno volgendo il mio umore al cupo. Arriva il mio treno, destinazione Rho, lo perdo perché è pieno, le sardine sottolio in una scatoletta in confronto vivono in un loft. Però guadagno la prima fila sulla riga gialla del marciapiede, quella di sicurezza. Appena arriva il treno balzo felinamente dentro, ma faccio poca strada perché è pieno per ¾, è un miracolo trovare un sostegno a cui aggrapparsi. Dietro di me altri bipedi premono per conquistarsi un posto, e in breve siamo diventati tutti molto più intimi di quanto ognuno di noi possa desiderare: pigiati stretti stretti, che neanche più devi tenerti, non potresti cascare neanche se ti lasciassi andare a peso morto. E mi tocca fare la conoscenza di asfissianti aliti mattutini e zaffate nauseabonde di profumi femminili, che ogni mattina benedico il mio scooter per esistere ed evitarmi il supplizio del trasporto pubblico, ma oggi mi tocca, stringo i denti e sopporto. Dietro di me c’è una persona che mi sta schiacciata addosso, non so chi sia, ma presto mi sorge l’atroce dubbio che sia un maniaco perché mi pare che il suo modo di premermi addosso non corrisponda più agli stop-and-go del treno, ma ad un suo personale ritmo masturbatorio. Sono incerta, perché qui siamo talmente stretti che mica posso dirgli di scansarsi. Ma quelle pressioni sul mio gluteo destro sono sospette, sono quasi certa che ci sia di mezzo qualche corpo cavernoso a cui affluisce più sangue del dovuto in una metropolitana. Mi giro per vedere che faccia ha, prima di insultarlo voglio essere sicura di non sbagliarmi: è un nordafricano, fa finta di niente. Mi sarò sbagliata? Manco per sogno. Appena mi volto riprende lo strusciamento, adesso son sicura e un istante dopo, quando lo becco che col pollice della mano sinistra accarezza la mia mano appesa al sostegno, non esito a girarmi e dire “La smette di starmi addosso in quella maniera?” mentre lo fulmino con lo sguardo più severo del mio repertorio di sguardi severi. Balbetta qualcosa senza convinzione, aggiungo “Ha capito benissimo di cosa sto parlando”. Risponde solo “Scendo alla prossima” e in breve si dilegua. Sono furiosa. Mi ci vorranno un paio d’ora perché mi passi la rabbia. Degli astanti nessuno ha detto una parola, ognuno s’è fatto i cazzi suoi. Allora penso che anche Milano è una città di merda dove la gente si ignora con gran disinvoltura.

Ripenso ad altri episodi della mia vita, nei quali un uomo ha creduto che fosse lecito molestarmi: tanti anni fa, sempre a Milano, in auto, il mio capo è alla guida dell’auto, accanto a lui un’altra passeggera e io dietro di lei. Lui si ferma, fa finta di cercare qualcosa sotto il sedile, poi mi accarezza le caviglie. Rimango impietrita, ho poco più di vent’anni e non so come si mette al suo posto un coglione di mezza età che fa il maiale con una ragazzina. Porco maniaco schifoso, si approfitta che è il mio capo e che non ho idea di come gestire la cosa. O meglio, la gestisco nell’unico modo che posso concepire, mi dimetto. Era un lavoro di merda in una galleria d’arte che non vendeva mai un quadro, e mi pagava pure in nero. Un autentico verme. Odiavo l’odore del suo sudore, mi dava il voltastomaco, era il classico odore che si associa ad un maniaco sessuale.

La prima molestia della mia vita avvenne che ero una bambina, giocavo a nascondino ai giardinetti con mia sorella e le cugine. Questo tizio, di cui ricordo solo il classico impermeabile da maniaco, mi ha mostrato il suo pisello e chiesto con malizia “lo sai cos’è questo?”, io sono scappata interdetta, perché anche se ero piccola per capire qualunque cosa, ho avvertito il pericolo. A mia cugina, che era un po’ più grandicella, andò peggio, perché le infilò una mano nelle mutande.

Pare che tutte le donne nella loro vita abbiano subito una molestia, anche se le statistiche dicono in media una su tre, in tutto il mondo. È un dato raccapricciante, che dovrebbe da solo essere il motore di un rinnovamento culturale di questo paese maschilista che tollera sconcertanti statistiche dalle quali emerge che le donne muoiono più facilmente di morte violenta che di malattia. E il mostro è quasi sempre dentro casa.

La violenza di genere, quella perpetrata contro donne e minori, è ritenuta una violazione dei diritti umani: ma non c’è verso, i nostri “onorevoli” politici non risolveranno mai il problema, ne a destra ne a sinistra. Perché sono uomini, e comandano davvero solo loro.

A volte mi chiedo se un Presidente del Consiglio italiano che, davanti alla stampa, dice a Sarkozy “io ti ho dato la tua donna”, non sia davvero il segnale più palese di un irriducibile maschilismo d’altri tempi, inestirpabile come un grosso tumore in un cervello. Anche se probabilmente voleva semplicemente dire Io sono l’Italia, e tua moglie è mia in quanto Italiana, ho il dubbio che avrebbe detto la stessa cosa alla Merkel se lei avesse sposato un italiano.

Finché il potere sarà in mano agli uomini saremo condannate ad essere sempre vittime, a camminare veloci quando fa buio, a tachicardie forsennate quando al rumore dei nostri passi si aggiungerà quello di un uomo dietro di noi.

Molti uomini non sono sufficientemente evoluti da tenere sottocontrollo gli impulsi del testosterone; molti pensano che siamo come oggetti da prendere dallo scaffale al supermercato, che sono loro a comandare e che non abbiamo alcun diritto di autonomia,  responsabilità e capacità di scelta, in sostanza di emancipazione; molti pensano che la loro donna è di loro proprietà, molti sanno di essere fisicamente superiori e approfittano della loro forza per dimostrare chi comanda davvero. Questi uomini sono dappertutto, delinquenti importati dall’estero come pure stronzi italiani 100%. E la cosa ancor più sconcertante è che li allevano le donne. Succede in tutto il mondo, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo, ad opera di aggressori che appartengono a tutte le classi sociali, culturali ed economiche. È un fenomeno trasversale e mondiale, quello della prevaricazione sulle donne. E posso dirmi fortunata se le molestie che ho subito sono state in fondo “soft” perché alle mie “sorelle” in tutto il mondo ne succedono di tutti i colori. Questo è un breve compendio:

         molestie e ricatti sessuali;

         violenza sessuale, fisica e psichica;

         mutilazione dei genitali;

         stupro di guerra e etnico;

         vendita per matrimonio, prostituzione e schiavitù;

         femminicidio (aborto selettivo e infanticidio);

         sterilizzazione forzata o contraccezione negata.

 

Cosa abbiamo fatto di male? Nulla, solo essere donne, molto spesso più deboli non solo fisicamente ma anche economicamente e socialmente. 

p.s. la macro l’ho fatta su una sezione di cavolo rosso, mi sembrava adatta.

Non voglio rinascere donna…

SE RINASCO DONNA

 

Un collega – maschio – l’altro giorno ha dichiarato che se rinascesse vorrebbe essere donna, così “la darebbe qua e là” facendo un mucchio di solidi e carriera.

Sorvoliamo per un attimo sulla stima che nutre nei confronti del genere a cui appartengo. Caro collega, ti voglio iniziare alle gioie dell’essere femmina della specie umana, così che tu ti faccia un’idea un po’ meno approssimativa di quella che hai: conti alla mano, prendiamo una donna con un’aspettativa di vita media, circa un’ottantina d’anni, e vediamo cosa t’aspetta.

 

         da 0 a 2 anni un bel pannolone per pipì e pupù (come i maschietti), poi dai 2 ai 12 un età d’oro in cui non si ha nulla in mezzo alle gambe, dai 12 ai 52 farai la conoscenza di ogni foggia di tamponi vaginali, e tutta una serie di assorbenti (lunghi-corti-con ali-senza ali-da perizoma-da notte-da giorno-salvaslip-distesi-ripiegatincomodebustine) che, per quanto ultrainvisibili e sottili un micron, sono lì a raccogliere ben qualcosa; dopo la menopausa senza i maledettibenedetti estrogeni ti si allenterà il muscolo pubococigeo, perciò ti farai la pipì addosso ogni volta che riderai o starnutirai, e sarai di nuovo obbligata ai pannolini per “quelle fastidiose perdite”, fino  ad arrivare alla disfatta totale: l’incontinenza conclamata, che necessita di pannoloni tipo neonato. A conti fatti avrai solo una decina d’anni di zona franca su ottanta. Ancora intenzionato a rinascere donna?

 

         se verso i 12 anni arrivano le mestruazioni, significa che per 40 anni, una volta al mese, per 5-7 giorni, avrai qualche problema: la sindrome premestruale ti renderà talvolta isterica, malinconica, depressa, ti guarderai nello specchio vedendo non una donna ma Shrek con la parrucca, avrai voglia di piangere senza motivo. Quando comincerai, dopo qualche giorno, a perdere pezzi di endometrio, che ben questo è la mestruazione, il tuo utero sembrerà far le capriole tenendosi alle tube di Falloppio, e potresti uccidere per procurarti un antidolorifico. Succederà 480 volte in 40 anni. Per non parlare di quanto costano i tampax. Vuoi sempre rinascere donna?

 

         potrai ridurre le 480 volte solo rimanendo incinta, saltando 9 cicli per ogni gravidanza. Durante la gravidanza diventerai una mongolfiera, metterai su chili di ciccia che non perderai mai più, ti ritroverai smagliature indelebili e una vagina irriconoscibile, talvolta le mammelle pendenti di una mucca. Inoltre ti si guasterà la circolazione alle gambe, si romperanno dei capillari, svilupperai qualche disturbo alla schiena, perderai calcio dai denti e dalle ossa, e forse ti calerà la vista. Il piccolo esserino ti succhierà la vita per nove i mesi e poi farà il suo ingresso nel mondo procurandoti lacerazioni e dolori indimenticabili. Sicuro di non preferire diventare genitore con la modalità semplificata per padri (10-15 secondi di solo piacere)?

 

         l’apparato genitale femminile, che tu conti di elargire in cambio di denaro eo facili promozioni, necessita di manutenzione annuale: una specie di “tagliando” che ti obbligherà a sdraiarti supina con le gambe aperte mentre un ginecologo ti fruga dentro, sarà una visita anale finché sei vergine, poi direttamente in vagina, tasta la pancia, schiaccia, preleva campioni di mucosa della cervice infilando freddi ferri divaricatori, e conoscerai le ecografie transvaginali. Poi ti palperà pure il seno, perché anche quello è uno strumento piuttosto delicato per ottenere le auspicate promozioni. Se non hai la sfortuna di prenderti qualche magagna viralebatterica, la visIta annuale (circa 100250€) ti toccherà dai 12 anni per tutta la vita: diciamo una settantina di volte. Fatti due conti.

 

         dopo una certa età farai anche la mammografia: consigliata dopo i 40 anni, momento in cui potresti doverla ancora dare qua e là per perfezionare il tuo conto in banca eo la carriera. Allora sappi che un radiologo prenderà le tue tette, una per volta, e le infilerà dentro un sandwiches di vetro per poi schiacciarle fino a diventare sottili come piadine, prima in senso longitudinale, poi trasversale, ti prenderai la tua dose di radiazioni e via felice. Fa male, ma vuoi mettere poi il vantaggio di avercele?

 

         la natura ti ha dotata di peli sparsi in tutto il corpo: ti toccherà strapparli, tagliarli, decolorarli, conoscerai i dolori del laser e dell’elettrocoagulazione, tutto questo per essere più femminile e ottenere gli auspicati vantaggi extra. In tarda età ti spunteranno pure la barba e i baffi, ma ormai avrai colto tutte le occasioni che ti avranno reso la vita facile. Solo gli uomini possono avere un corpo villoso, finanche ciuffi rigogliosi di peli che spuntano da naso e orecchie, e sopracciglia aggettanti come balconi. Tu invece dovrai estirpare tutto.

 

         ovunque ci siano maschi, sarai discriminata, a scuola come in famiglia, e ancor peggio sul lavoro. Che tu sia bella o brutta, se farai carriera penseranno tutti che l’hai data. Se sarai bella dovrai essere per gli altri per forza anche cretina e fare il doppio di sforzi per dimostrare il contrario; se sarai brutta non farai carriera. Non sviluppare mai il senso dell’umorismo perché gli uomini non lo trovano sexy.

 

         avrai un marito che fingerà di aiutarti con i lavori domestici: farà peggio che può così che tu dica “lascia stare, ci penso io”. Qualunque cosa un uomo faccia, penserà sempre di farla meglio di una donna, tranne stirare e pulire la casa. Perciò avrai per tutta la vita due lavori e mezzo stipendio, giacché gli uomini guadagnano comunque sempre di più delle donne.

 

         spenderai centinaia di euro in bollette telefoniche, perché la parte più sviluppata del cervello delle donne è quella della comunicazione verbale. Gli operatori telefonici prosperano grazie alle donne e alla loro malsana inclinazione a spaccare il capello in quattro.

 

         ti infliggerai ogni genere di tortura fisica per sentirti femminile: per compiacere gli uomini indosserai scarpe a punta e tacchi a spillo che ti regaleranno dolori artritici in tarda età; ti infilerai tra le chiappe insopportabili perizomi che ti renderanno irritabile, pronta a saltare alla giugulare del primo malcapitato.

 

         avrai freddo per tutta la vita, i piedi gelati a letto e lui ti odierà quando cercherai di scaldarteli sulla sua pancia. Dopo la menopausa per qualche tempo avrai caldo a vampate intermittenti, con palpitazioni e insonnia. Insomma, una intera vita con problemi di termoregolazione.

 

         combatterai tutta la vita una battaglia persa contro la cellulite

 

         avrai sempre i capelli che non vuoi: ricci se ti piacciono lisci, lisci se li vorresti ricci. Spenderai migliaia di euro in parrucchieri, e ti toccherà leggere assurdi gossip mentre aspetti il tuo turno. Non potrai mai permetterti di avere i capelli grigi o di essere pelata: questi sono esclusivi vantaggi dell’essere maschio.

 

         spenderai un patrimonio in creme idratanti e antirughe: proverai di tutto, dai liposomi, all’acido ialuronico, dal retinolo al coenzima Q, illudendoti di fermare il tempo. Non potrai mai permetterti le zampe di gallina: quelle rendono fascinosi solo gli uomini. Quando in bagno avrai più barattoli di creme che rotoli di carta igienica, quello è il momento in cui realizzerai che è tempo di passare alla chirurgia plastica.

 

         cercherai vanamente di limitarti nelle tossicodipendenze, e una volta preso il vizio ti sarà pressoché impossibile uscire dal tunnel della cioccolata.

 

         per quanto correttamente tu possa condurre un’automobile, gli uomini penseranno sempre che guidi rifacendoti il trucco.

 

Sicuramente sto dimenticando qualcuno degli innumerevoli vantaggi della femminilità, ma non sono più certa che tu, caro collega, voglia rinascere donna.

Megaschermi megamolesti

 schermo

       Ho visto a Roma, in Stazione Termini, megaschermi ultrapiatti installati ogni tre metri, pensavo fosse un eccesso da Capitale sborona, invece toh guarda, anche a Genova Brignole, una stazioncina piuttosto provincialotta, hanno fatto la loro comparsa. E’ un’epidemia. Ti verrebbe da pensare che li regalino perché sono ovunque. E mandano pubblicità a ciclo continuo. Quel che è peggio, mi dico mentre aspetto il treno, è che non ho il telecomando per spegnere o cambiar canale. ‘Fanculo, odio la pubblicità… non ce la farete mai a convincermi a comprare qualcosa, potete pure togliervelo dalla testa che mi ingozzi di merendine mulino bianco o abbia bisogno di un automobile per sentirmi apposto col mondo. ‘Fanculo, ‘fanculo, ‘fanculo a tutti, voglio solo un po’ di silenzio, oppure sentire i vecchi suoni della stazione, i “plin-plon! Treno regionale per Savona in arrivo sul binario 5, allontanarsi dalla riga gialle che sennò son tutti cazzi vostri”.

Volete lobotomizzarmi con la tecnologia? Scordatevelo, ho il mio fido lettore mp3 e mi inietto subito un po’ di U2 nelle orecchie: Bono rescue me! Fregati, voi e i vostri megascassaminchiaschermi. Non passerà molto tempo che ci installeranno un microchip in testa con la pubblicità 24 ore su 24. Compro, ergo sum.

Omologazione. Uniformazione di gusti, desideri, pensieri. Perché le donne stanno diventando tutte brune? Perché hanno tutte le stesso taglio di capelli? Si somigliano tutte: capello scuro mezza lunghezza effetto sfilacciato, riga dal lato, sopraciglia alla Diabolik come in perenne stato di “stupore con sfumatura di cattiveria maliziosa”, labbra tumefatte, seni a boccia, unghie improbabili con lunetta bianca che se ti va un moscerino in un occhio te lo cavi via come créme caramel col cucchiaino.

Non c’è più spazio per l’originalità, per la personalità, per distinguersi: vogliamo, fortemente vogliamo, essere gli uni uguali agli altri. Per non dover scegliere con la propria testa, per non rischiare di fare errori, per non sentirsi diversi, per non essere criticabili, per essere accettati senza troppa fatica.

Il megaschermo continua a vomitare le sue immagini, io non ascolto più e nella mia mente sono sintonizzata sul canale dei miei pensieri. Sono anch’io una bionda pentita, e mi sto chiedendo se è solo colpa del cloro.

TAGLIA LA TAGLIA

centimetro

Lo sapevate che negli ultimi anni i produttori di abbigliamento hanno arbitrariamente ridotto le taglie per invogliare all’acquisto anche il consumatore ingrassato? Questa cosa mi fa rabbia, soprattutto perché per un po’ di tempo mi sono illusa di essere magra come a vent’anni. Da sempre acquisto pantaloni taglia 40 ma un giorno ho sbattuto la faccia contro una triste realtà di ciccia: il mio giro vita non esiste più.

Sono una sentimentale ed ho conservato alcune reliquie tessili della mia giovinezza. Malaugurato il giorno in cui ho pensato di saltarci dentro. La gonna mi sarebbe potuta entrare solo dopo una liposuzione:

 

  • bottone ed asola sono come due rette parallele, si incontrano all’Infinito;
  • la cerniera sale per metà e non fa un normale suono “zsiiip”  ma piuttosto un sinistro clangore che sembra implorare pietà;
  • il sedere è talmente schiacciato che sembra composto da un unico gluteo privo della tradizionale riga in mezzo.

 

Ecco, ora posso piangere.

 

Con buona probabilità oggi porto una realistica taglia 42, nella peggiore delle ipotesi una 44. Orrore! Però forse si è rotta la bilancia perché peso più o meno sempre uguale. Si, ok, forse un 2kg di più. O forse anche 4, e sono tutti spalmati nella zona del bacino.

Dicono siano rotondità inevitabili con l’incalzare degli anni. Però non voglio essere ingannata sulle taglie dei vestiti che compro, lasciatemi la consapevolezza dell’ineluttabilità dei cambiamenti morfologici, degli effetti collaterali della farinata e del cioccolato, lasciatemi decidere se recuperare la forma perduta aumentando gli allenamenti in piscina che, ora che Apollo non smette più di parlare, sono diventati molto più interessanti…