Referendum

Lunedí pomeriggio ero in viaggio per Bolzano, ore di automobile senza neanche un cd degli U2 (imperdonabile dimenticanza) ma c'é stato qualcosa di grande ad allietarmi: i risultati del referendum. Ad ogni km aumentava la percentuale di votanti, e il mio cuore si allargava sempre piú, speranzoso che potesse essere vero. Quando la vittoria matematica é stata annunciata stavo per mettermi a piangere. Non scherzo, mi sono veramente commossa. Non é durato molto perché nonostante la gioia sfrenata c'era qualcosa che continuava a farmi male: il 43% degli italiani che non é andato a votare. É un dato mostruosamente alto, comunque. Significa che questo paese é sempre diviso in due, da un lato i "coglioni" di sinistra come me, e dall'altro questi obnubilati di berlusconiani pronti ad applaudire ad ogni bungabungata del loro idolo.
 

Un giorno devo dedicarmi a scrivere un post sul male: é sempre il male che vince, sempre e su tutto. Coloro che lottano per il bene sono tutti dei coglioni di sinistra. In sintesi, se non lo togliamo di lí si inventerá qualcosa d'altro. Il male é un cancro che pensi di aver sconfitto e che si ripresenta in un altro punto. Tutto questo sempre e solo per denaro, per il potere da ostentare e per continuare a trombare fanciulle troppo giovani per essere spontaneamente consenzienti.  Provate a dare un'occhiata al decreto per lo sviluppo, ci sono per esempio delle norme che stravolgono completamente la gestione del territorio, il controllo delle attivitá edilizie. Se entrerá in vigore sará uno scempio. 

LA PENA CHE I BUONI DEVONO SCONTARE PER L'INDIFFERENZA ALLA COSA PUBBLICA É QUELLA DI ESSERE GOVERNATI DA UOMINI MALVAGI – PLATONE

 

Bleah, vorrei dire solo bleah!

        Come si fa a dire due parole non troppo banali sulla situazione del Pianeta? Non c'é modo temo, ma a volte la tentazione é forte di dire che gli uomini non sanno gestire il potere che hanno su questo pianeta, il delirio di onnipotenza che li fa credere in grado di governare l'energia dell'atomo. Ne faremo le spese tutti, domani un tumore che chissá come salta fuori, domani bambini che nascono deformi, per non dire degli animali e delle piante. Abbiamo a disposizione le energie alternative ma forse non sono abbastanza "maschie" per i governanti in giacca e cravatta. É per questo che sento la mancanza di donne al potere, le donne trattano con piú cura la vita, loro che impiegano nove mesi a creare una persona, e 20 anni a tirarla su, loro sanno che la vita merita piú rispetto.

       Ho un passaporto bordeaux con una scritta in oro che recita Repubblica del Bunga Bunga, mi vergogno quando devo mostrarlo a una frontiera, adesso poi che negli ultimi giorni é diventato Repubblica del Bunga Bomba sento la voglia di bruciarlo, e scappare lontano, e chiedere asilo politico in un paese dove la classe dirigente si occupi della popolazione e delle sue necessitá, dove é una vergogna essere "furbi" non un merito come in questo paese di merda, dove il merito ha un peso solo quando é accompagnato da una raccomandazione, e dove la raccomandazione pesa sempre e comunque piú del merito. Mi vergogno di vivere in un paese dove gli uomini guardano alle donne sempre dall'alto in basso, e sempre e solo come strumenti sessuali, e quando non sono piú sessualmente attive sono da buttare, mentre loro anche a 74 anni continuano a trombarsi fanciulle poco piú che bambine, e nessuno si scandalizza perché é un loro diritto pagare e avere una che apre le gambe, non si vergognano proprio, perché é un diritto di natura. Cosa si direbbe di una donna di 74 che paga un ragazzino di 16 anni in cambio di sesso? Sarebbe uno scandalo inaudito. Due pesi e due misure. E noi abbiamo sempre la peggio perché la cultura dominante é quella che vuole una donna prendere scorciatoie sessuali perché altrimenti non arriverá mai da nessuna parte visto che il timone non ce l'hanno mai in mano loro.

E che dire delle balle sulla guerra in Libia?! Siamo tutti cosí rincoglioniti da bere ancora la storiella che é una missione di pace, e che evitiamo genocidi, e che portiamo la democrazia dove non c'é. A noi interessa solo il petrolio, a noi e ai francesi, e a tutti gli altri, perché il mondo é pieno di conflitti, in Africa soprattutto, la gente muore come mosche, ma se sotto i loro piedi non c'é petrolio o gas a noi non ce ne frega un cazzo. Ah quanto siamo buoni noi con le missioni umanitarie!!! Tutto per sostenere i nostri consumi il piú delle volte senza alcun senso, gli sprechi, l'inquinamento. Il Papa ha detto che sia augura siano difesi i civili in questo conflitto con la Libia, io mi chiedo invece va bene che tutti gli altri muoiano per il petrolio?

Il mondo, il nostro mondo di specie dominante, fa abbastanza schifo. Questo Pianeta che una volta era un paradiso, noi non ce lo meritiamo proprio.

La patta del Berlusca

Ci risiamo.

La patta del Berlusca di nuovo sbattuta in prima pagina.

E lui che orgogliosamente dichiara che non cambierá mai stile di vita. Gli piacciono le donne, dice. Gli piacciono molto giovani, pare. E anche pagarle, sembra. Ogni volta che sento un uomo dichiarare “mi piacciono le donne”, mi vengono i brividi. Non significa “sono eterosessuale”, ma sono un “maschione molto attivo”, grande scopatore. E un bel chissenefrega? Fatti tuoi. Certo, qualcuno dirá che se la disgraziata é minorenne ci scappa il reato. Lei pare pure “vittima” della giustizia, accusata di furto. Ci vorrá un Lodo Ruby? Ho sentito dire che é scappata a sedici anni dal Marocco perché il padre voleva farle sposare un uomo di 49 anni. Troppo giovane per lei. Dopo un anno si trova finalmente uno dall'etá congrua, 74 anni. Ricco, ricco e generoso, lui é fatto cosí quando gli si intenerisce il cuore DEVE aiutare il prossimo.

La cosa che questa specie di Sinistra non ha ancora capito é che gli italiani vanno pazzi per le notizie pruriginose come questa, e che segretamente gli uomini approvano, ammirano questo uomo anziano cosí “vigoroso” e soprattutto cosí potente. Non importa se la disoccupazione é all’11%, non importa se la crisi morde, le imprese chiudono, la cassa integrazione dilaga, i servizi vengono tagliati, e le tasse aumentano (conti alla mano sulla mia busta paga sempre meno soldi). Non ce ne frega niente, riempiteci la testa di fuffa, tette, culi, omicidi risolti e spazzatura inceneribile. Parliamo solo di nulla, bla bla bla, quando dovremmo giá da un pezzo urlare e piangere in coro, che basta cosí, vogliamo che ci tolgano dal culo il candelotto che inizia a bruciare troppo e tra poco scoppia.

Apocalypse soon

petrol over

Quando un barattolo di Nutella è pieno non penseresti mai che un giorno rimarrai irrimediabilmente senza. Magari quello enorme da 750gr. Goduria che sembra illimitata, ma non lo è. Tutto si esaurisce prima o poi: niente è infinito eccetto l’Universo e la stupidità del genere umano, come diceva quel gran saggio di Albert Einstein.

Il petrolio sta per finire, lo sappiamo tutti. Certo non succederà da un giorno all’altro, ma ci sono tutti i segnali della prossimità. Quel giorno sarà l’Apocalisse, se non ci saremo preparati prima. Il Pianeta ne avrà grande giovamento ma per noi, industrializzati e tossicodipendenti del benessere, sarà dura.

Quali saranno i primi effetti sulla nostra vita? Alcuni devastanti, come svegliarmi due ore prima per andare al lavoro. Ammesso che ce lo abbia ancora un lavoro. Le strade rimarranno bloccate da auto coi serbatoi asciutti e in men che non si dica ogni città diventerà un deposito di rottami arrugginiti: anche il tuo bel SUV lucido e nero ciuccia-benzina col quale ti senti un grand’uomo padrone del mondo, si anche lui diventerà uno squallido catorcio. I nostri frighi saranno vuoti perché i supermercati non saranno più approvvigionati, ma d’altra parte saranno anche spenti perché saremo senza energia elettrica; nelle strade ci sarà spazzatura dappertutto che in confronto la Napoli di oggi è graziosa come un giardino all’italiana, perché nessuno verrà più a ritirarla eccetto frotte di topi grossi come cavalli. A proposito: i fortunati possessori di cavalli e biciclette saranno gli unici a spostarsi, anche se rischieranno in continuazione la vita per i tentativi di furto. I cinesi metteranno rapidamente in piedi un servizio di risciò e diventeranno comunque i padroni del mondo, perché in Occidente nessuno sa sgobbare con la loro abnegazione. Altri si faranno trainare dal proprio cane, mangiandosi le mani per averlo fatto castrare che adesso una muta avrebbe pure fatto comodo; i più intraprendenti ci proveranno coi topi ma non godranno di elevata stima sociale: provate ad immaginare di arrivare ad un appuntamento con la vostra carretta trainata da pantegane gobbe, spelacchiate e con gli occhietti rossi, e chiunque abbia letto i Promessi Sposi sarà restio a stringervi la mano.

Dimenticatevi il PC, le e-mail, i blog, i cellulari e gli sms, in un botto saremmo catapultati duecento anni indietro e i piccioni torneranno in auge come mezzi di comunicazione all’avanguardia. Chi possiederà un pezzetto di terrà riuscirà a mangiar qualcosa, gli altri patiranno la fame. Per la prima volta dalla Rivoluzione Industriale ci sarà un percorso inverso: dalla città milioni di persone si sposteranno in campagna alla ricerca di cibo. Sparirà il problema del grasso addominale, della cellulite e della “prova costume” a giugno. Gli stilisti si estingueranno prima degli orsi polari, il che è piuttosto confortante.

Ma oggi cosa possiamo fare per emanciparci dal petrolio senza rinunciare alle nostre comodità? In attesa che chi ci governa decida il da farsi (cosa che di certo non concilia il sonno), potremmo cominciare ad essere più risparmiosi: usare più spesso le gambe per camminare piuttosto che per pigiare i pedali dell’auto ha il duplice vantaggio di risparmiare sui carburanti e sulla liposuzione; inoltre essere snelli riduce i consumi, idem se si procede a velocità ridotta e costante. Insomma, dopo lo slow-food propongo un “movimento slow-driving”: una guida rilassata, senza fretta, priva di insani moti di competizione e arroganza. Immagino siano comportamenti incompatibili col testosterone ma per una nobile causa si può conquistare qualunque obiettivo.

La cosa che mi mancherà più di tutto, quando finirà il petrolio, sarà volare e andare a visitare i posti più remoti. Magari il prossimo sarà l’ultimo viaggio in una terra lontana, e allora forse dovrei andare in Giappone o in Perù prima che diventino troppo distanti per essere raggiunti con il pedalò, giacché la mongolfiera equivarrà ad una forma stravagante di suicidio.

Ma ormai il dado è tratto e un nuovo emozionante viaggio sta per cominciare…

Effetto Serra: tutta colpa di un Parassita

Il Pianeta non scoppia di salute, diciamocelo. Anzi sta proprio male. E’ iniziato tutto con una febbriciattola che l’intero mondo civilizzato ha sottovalutato come fosse un raffreddore, e adesso procede rapidamente verso il disastro, gettandoci tutti nel panico.

Come in qualunque situazione critica, il fattore più importante è sempre individuare la causa principale e finalmente è stata scoperta l’origine del progressivo degradare della salute della Terra: pare si tratti di un parassita, di quelli aggressivi e resistenti anche alle sostanze chimiche.

Ho cercato l’etimo della parola parassita (le lettere antiche vi faranno pensare che nella mia vita non ci sono solo piselloni di gomma), scoprendo che deriva dal greco παρασσυτισμός (parásitos ‘commensale’, sîtos ‘vivanda, cibo’). In pratica questo parassita “ce se magna tutto”, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ricordo ancora quando a scuola mi parlarono per la prima volta dei parassiti: in biologia si dice di un organismo animale o vegetale che vive a spese di un altro (ospite), stabilendosi sulla superficie o all’interno del suo corpo. I più noti sono vermi e insetti, come tutti ben sanno. Nella mia ingenua testolina di giovinetta manichea rammento che feci un’automatica distinzione tra parassiti buoni e parassiti cattivi: avevo assolto da ogni colpa e giudicato accettabili quelli che con il proprio accogliente ospite vivevano una simbiosi mutualistica, cioè non gli arrecavano danno e magari lo aiutavano pure nella toeletta liberandolo dai parassiti cattivi.

Beh, la cattiva notizia è che il parassita che sta uccidendo la Terra è il più bastardo di tutti. Saccheggiando Wikipedia andrò brevemente ad illustrarvi l’identikit di questa pestilenza della natura, perché solo così si può capire come porre rimedio:

 

·          il Parassita trae un vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno biologico.

 

·          Il Parassita è privo di vita autonoma e dipende dall’ospite a cui è più o meno intimamente legato da una relazione anatomica e fisiologica.

 

·          Il Parassita ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto all’ospite, ma nel nostro disgraziato caso ha una struttura morfoanatomica complessa.

 

·          Normalmente il ciclo vitale del parassita è più breve di quello dell’ospite e si conclude prima della morte dell’ospite. Nel nostro sfortunato caso, siamo purtroppo in presenza di quello che si definisce Parassitoide che ha cioè la vocazione a terminare il suo ciclo vitale causando la morte dell’ospite, il Pianeta Terra.

 

·          Il parassita ha rapporti con un solo ospite, ma tende a cercarne uno o più nuovi quando si accorge che il poveretto sta tirando le cuoia e non ha più molto da offrirgli. Nel nostro sciagurato caso, il Parassita Parassitoide è anche Predatore, cioè è dotato di vita autonoma, ha rapporti con più vittime e ne causa in genere la morte.

 

·           Nella grande maggioranza dei casi il parassita appartiene ai gruppi sistematici inferiori  come Batteri, Protozoi, Funghi, ma al Pianeta è andata proprio di sfiga perché il Parassita Parassitoide Predatore in questione è bello grosso, come mai se ne è visto uno in milioni di anni di vita della Terra.

 

Il famigerato Parassita Parassitoide Predatore, che per brevità chiameremo PPP, si presenta nella versione più dannosa solo in alcune zone del Pianeta, e più precisamente in quelle industrializzate. In tutto il resto del Mondo vive come semplice parassita, in grado di campare anche in simbiosi mutualistica senza dover per forza ricorrere al parassitismo più estremo del PPP.

Nelle aree industrializzate del Pianete invece il PPP si comporta come se fosse obbligato ad essere anche Parassitoide Predatore. E’ capace di arrecare danni di vario tipo, dall’estinzione completa di molte specie animali e vegetali, all’inquinamento dei terreni, dei mari, dei laghi e dei corsi d’acqua. In questo momento ciò che preoccupa più di ogni altra cosa sono le sue ammorbanti flatulenze: non si tratta di semplici puzzette, ma di otto miliardi di tonnellate di carbonio che ogni anno i PPP sganciano nell’aria e che hanno creato il famoso “effetto serra”.

L’unica speranza di sopravvivenza del Pianeta e di tutte le specie viventi che lo abitano è ricondurre il PPP a semplice Parassita in simbiosi mutualistica con il suo ospite. Altrimenti morirà con esso.

 

 

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Nella foto scattata mediante un sofisticato microscopio a scansione elettronica potete vedere un gruppo di dieci esemplari di PPP, che possono considerarsi rappresentativi di centinaia di milioni di altri individui di Parassita Parassitoide Predatore. (foto recuperata sulla Rete)

 

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In quest’altra foto invece vediamo alcuni esemplari della stessa specie ma che, in tutta sincerità, riesce proprio difficile definire parassiti del Pianeta. (foto recuperata sulla Rete)