La patta del Berlusca

Ci risiamo.

La patta del Berlusca di nuovo sbattuta in prima pagina.

E lui che orgogliosamente dichiara che non cambierá mai stile di vita. Gli piacciono le donne, dice. Gli piacciono molto giovani, pare. E anche pagarle, sembra. Ogni volta che sento un uomo dichiarare “mi piacciono le donne”, mi vengono i brividi. Non significa “sono eterosessuale”, ma sono un “maschione molto attivo”, grande scopatore. E un bel chissenefrega? Fatti tuoi. Certo, qualcuno dirá che se la disgraziata é minorenne ci scappa il reato. Lei pare pure “vittima” della giustizia, accusata di furto. Ci vorrá un Lodo Ruby? Ho sentito dire che é scappata a sedici anni dal Marocco perché il padre voleva farle sposare un uomo di 49 anni. Troppo giovane per lei. Dopo un anno si trova finalmente uno dall'etá congrua, 74 anni. Ricco, ricco e generoso, lui é fatto cosí quando gli si intenerisce il cuore DEVE aiutare il prossimo.

La cosa che questa specie di Sinistra non ha ancora capito é che gli italiani vanno pazzi per le notizie pruriginose come questa, e che segretamente gli uomini approvano, ammirano questo uomo anziano cosí “vigoroso” e soprattutto cosí potente. Non importa se la disoccupazione é all’11%, non importa se la crisi morde, le imprese chiudono, la cassa integrazione dilaga, i servizi vengono tagliati, e le tasse aumentano (conti alla mano sulla mia busta paga sempre meno soldi). Non ce ne frega niente, riempiteci la testa di fuffa, tette, culi, omicidi risolti e spazzatura inceneribile. Parliamo solo di nulla, bla bla bla, quando dovremmo giá da un pezzo urlare e piangere in coro, che basta cosí, vogliamo che ci tolgano dal culo il candelotto che inizia a bruciare troppo e tra poco scoppia.

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Effetto Serra: tutta colpa di un Parassita

Il Pianeta non scoppia di salute, diciamocelo. Anzi sta proprio male. E’ iniziato tutto con una febbriciattola che l’intero mondo civilizzato ha sottovalutato come fosse un raffreddore, e adesso procede rapidamente verso il disastro, gettandoci tutti nel panico.

Come in qualunque situazione critica, il fattore più importante è sempre individuare la causa principale e finalmente è stata scoperta l’origine del progressivo degradare della salute della Terra: pare si tratti di un parassita, di quelli aggressivi e resistenti anche alle sostanze chimiche.

Ho cercato l’etimo della parola parassita (le lettere antiche vi faranno pensare che nella mia vita non ci sono solo piselloni di gomma), scoprendo che deriva dal greco παρασσυτισμός (parásitos ‘commensale’, sîtos ‘vivanda, cibo’). In pratica questo parassita “ce se magna tutto”, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ricordo ancora quando a scuola mi parlarono per la prima volta dei parassiti: in biologia si dice di un organismo animale o vegetale che vive a spese di un altro (ospite), stabilendosi sulla superficie o all’interno del suo corpo. I più noti sono vermi e insetti, come tutti ben sanno. Nella mia ingenua testolina di giovinetta manichea rammento che feci un’automatica distinzione tra parassiti buoni e parassiti cattivi: avevo assolto da ogni colpa e giudicato accettabili quelli che con il proprio accogliente ospite vivevano una simbiosi mutualistica, cioè non gli arrecavano danno e magari lo aiutavano pure nella toeletta liberandolo dai parassiti cattivi.

Beh, la cattiva notizia è che il parassita che sta uccidendo la Terra è il più bastardo di tutti. Saccheggiando Wikipedia andrò brevemente ad illustrarvi l’identikit di questa pestilenza della natura, perché solo così si può capire come porre rimedio:

 

·          il Parassita trae un vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno biologico.

 

·          Il Parassita è privo di vita autonoma e dipende dall’ospite a cui è più o meno intimamente legato da una relazione anatomica e fisiologica.

 

·          Il Parassita ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto all’ospite, ma nel nostro disgraziato caso ha una struttura morfoanatomica complessa.

 

·          Normalmente il ciclo vitale del parassita è più breve di quello dell’ospite e si conclude prima della morte dell’ospite. Nel nostro sfortunato caso, siamo purtroppo in presenza di quello che si definisce Parassitoide che ha cioè la vocazione a terminare il suo ciclo vitale causando la morte dell’ospite, il Pianeta Terra.

 

·          Il parassita ha rapporti con un solo ospite, ma tende a cercarne uno o più nuovi quando si accorge che il poveretto sta tirando le cuoia e non ha più molto da offrirgli. Nel nostro sciagurato caso, il Parassita Parassitoide è anche Predatore, cioè è dotato di vita autonoma, ha rapporti con più vittime e ne causa in genere la morte.

 

·           Nella grande maggioranza dei casi il parassita appartiene ai gruppi sistematici inferiori  come Batteri, Protozoi, Funghi, ma al Pianeta è andata proprio di sfiga perché il Parassita Parassitoide Predatore in questione è bello grosso, come mai se ne è visto uno in milioni di anni di vita della Terra.

 

Il famigerato Parassita Parassitoide Predatore, che per brevità chiameremo PPP, si presenta nella versione più dannosa solo in alcune zone del Pianeta, e più precisamente in quelle industrializzate. In tutto il resto del Mondo vive come semplice parassita, in grado di campare anche in simbiosi mutualistica senza dover per forza ricorrere al parassitismo più estremo del PPP.

Nelle aree industrializzate del Pianete invece il PPP si comporta come se fosse obbligato ad essere anche Parassitoide Predatore. E’ capace di arrecare danni di vario tipo, dall’estinzione completa di molte specie animali e vegetali, all’inquinamento dei terreni, dei mari, dei laghi e dei corsi d’acqua. In questo momento ciò che preoccupa più di ogni altra cosa sono le sue ammorbanti flatulenze: non si tratta di semplici puzzette, ma di otto miliardi di tonnellate di carbonio che ogni anno i PPP sganciano nell’aria e che hanno creato il famoso “effetto serra”.

L’unica speranza di sopravvivenza del Pianeta e di tutte le specie viventi che lo abitano è ricondurre il PPP a semplice Parassita in simbiosi mutualistica con il suo ospite. Altrimenti morirà con esso.

 

 

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Nella foto scattata mediante un sofisticato microscopio a scansione elettronica potete vedere un gruppo di dieci esemplari di PPP, che possono considerarsi rappresentativi di centinaia di milioni di altri individui di Parassita Parassitoide Predatore. (foto recuperata sulla Rete)

 

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In quest’altra foto invece vediamo alcuni esemplari della stessa specie ma che, in tutta sincerità, riesce proprio difficile definire parassiti del Pianeta. (foto recuperata sulla Rete)