Antonietta, furba o cogliona?

Spesso ho pensato negli ultimi mesi di riprendere a scrivere, ma doveva arrivarmi questa mail per decidermi a farlo:

 Finanziamenti su internet sono poco più in particolare in una fase di recessione. Se si visualizza un piccolo siti di annunci previsti a tale scopo, si riceverà molti proposte. Tuttavia, la maggior parte di loro, non se la tutti sono solo truffe per rubare i vostri soldi senza ricevere questo credito, nonostante la vostra situazione finanziaria difficile. Per questo, se avete bisogno di aiuto contattatemi al più presto. grazie Mail : tomassoni06@gmail.com

Il mittente è una fantomatica Antonietta Tomassoni. Questi “astuti” truffatori devono aver fatto un’indagine per scegliere un nome così: Antonietta io lo collego subito ad una donna pia, un po’ beghina, piccolina, innocua, e con un velo di baffi sul labbro superiore. Tomassoni poi fa simpatia no? L’unica cosa che proprio non gli riesce a questi stronzi è scrivere in un italiano decente, e usare argomenti migliori perché dire che gli altri sono tutti truffatori insospettisce un poco. Ricevo tonnellate di spam nelle quali mi viene comunicato di aver vinto alla lotteria (che fortuna incredibile visto che non ho neanche giocato), sto per ereditare da qualche miliardario africano, oppure devo fornire i miei codici a Banche presso le quali non ho conti correnti.

Ma i peggiori non sono in rete, sono nell’Amministrazione di questo disgraziato Paese, dove la classe dirigente politica è selezionata secondo il Peggio del Peggio della società italiana.

Gli italiani si dividono in due: i furbi e i coglioni. Ognuno di noi in cuor suo sa da che parte sta. Antonietta è un caso a parte perchè mi pare sia a buon diritto entrambe le cose.

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TAGLIA LA TAGLIA

centimetro

Lo sapevate che negli ultimi anni i produttori di abbigliamento hanno arbitrariamente ridotto le taglie per invogliare all’acquisto anche il consumatore ingrassato? Questa cosa mi fa rabbia, soprattutto perché per un po’ di tempo mi sono illusa di essere magra come a vent’anni. Da sempre acquisto pantaloni taglia 40 ma un giorno ho sbattuto la faccia contro una triste realtà di ciccia: il mio giro vita non esiste più.

Sono una sentimentale ed ho conservato alcune reliquie tessili della mia giovinezza. Malaugurato il giorno in cui ho pensato di saltarci dentro. La gonna mi sarebbe potuta entrare solo dopo una liposuzione:

 

  • bottone ed asola sono come due rette parallele, si incontrano all’Infinito;
  • la cerniera sale per metà e non fa un normale suono “zsiiip”  ma piuttosto un sinistro clangore che sembra implorare pietà;
  • il sedere è talmente schiacciato che sembra composto da un unico gluteo privo della tradizionale riga in mezzo.

 

Ecco, ora posso piangere.

 

Con buona probabilità oggi porto una realistica taglia 42, nella peggiore delle ipotesi una 44. Orrore! Però forse si è rotta la bilancia perché peso più o meno sempre uguale. Si, ok, forse un 2kg di più. O forse anche 4, e sono tutti spalmati nella zona del bacino.

Dicono siano rotondità inevitabili con l’incalzare degli anni. Però non voglio essere ingannata sulle taglie dei vestiti che compro, lasciatemi la consapevolezza dell’ineluttabilità dei cambiamenti morfologici, degli effetti collaterali della farinata e del cioccolato, lasciatemi decidere se recuperare la forma perduta aumentando gli allenamenti in piscina che, ora che Apollo non smette più di parlare, sono diventati molto più interessanti…

Solo un’altra piccola menzogna

un

 

E’ solo un’insignificante bugia: una più, una meno, cosa cambia? Nemmeno sai più che cos’è la verità. Che parolone: la “Verità”. Ti sembra quasi arrogante essere sincero. Tutto funziona perfettamente ogni volta che la tua verità diventa qualcosa di nuovo, da plasmare a tuo piacere, ingranaggi di vita ben oliati da ogni tipo di menzogna si muovono armonici scandendo da sempre il tuo tempo. La verità in fondo non esiste, è un prisma irregolare, con miliardi di facce, e cambia aspetto a seconda di come te lo giri tra le mani. Ti senti innocente, perchè la verità è un’opinione, un discutibile punto di vista. Certo, talvolta qualcosa s’inceppa, ma tu sai come ogni abile mentitore che quando una bugia mostra le gambe corte, bisogna mentire ancora, finchè l’ingranaggio riprende a funzionare.

Diventerai padre, tra pochi mesi, e di quella donna che porta nel ventre vostro figlio, ti importa poco più del gatto; mentre lei ti annuncia l’evento fingi una gioia che non provi, mentre vorresti scappare dall’altro lato della Terra e dimenticare il suo volto felice. Pensi per consolarti che, prima o poi, dovresti comunque replicarti, lasciare a questo mondo la tua eredità biologica, e che una donna in fondo vale l’altra. Lei non può sapere che le nuvole che ti adombrano il volto sono di disapprovazione, è così stupidamente cieca d’amore che crede sia l’emozione a paralizzarti. La tua solita voglia di scappare via a cavallo dell’ennesima piccola bugia ti salva anche questa volta: stasera lavoro, torno tardi, festeggeremo un’altra volta. Ma tu hai già deciso di festeggiare con “l’altra”, così un paio d’ore dopo componi sul cellulare l’sms che ti cambierà l’umore: mi sono liberato, ci vediamo a Palazzo Ducale per le 18.30, ti amo piccola. Sei padre da due ore e già non capisci più nulla, perché invii il messaggio a lei, non “all’altra”, che non ti risponde perchè non ha ricevuto nulla, così dopo mezz’ora le telefoni, e siete d’accordo, ok alle 18.30 a Palazzo Ducale, ma lei che strabocca di eccitata felicità materna giunge in anticipo di alcuni minuti, il tempo di appoggiarsi dietro una colonna e vedere arrivare “un’altra” donna fermarsi dall’altra parte del cortile, anche lei aspetta qualcuno e sembra raggiante di felicità, come lei. Poi arrivi tu, così lei può vederti con una rosa rossa in mano abbracciare e baciare “l’altra”, con comico trasporto hollywoodiano, e le tocchi pure il sedere perché ormai il sangue è defluito in basso e non stai più nella pelle al pensiero di scoparla. Solo quando hai finito di perlustrarle tutta la bocca con la lingua ti accorgi che lei è lì, di fronte a te, lei e quel piccolo puntino informe nel suo ventre che domani sarà tuo figlio, lei e il suo patetico sacchetto di Prémaman contenente un bavaglino giallo. Non fai in tempo a dire nulla che lei è già scomparsa tra la folla lasciando dietro di sé una nera scia di disperazione.

Ancora non lo sai, ma lei verserà per te fiumi di lacrime, passerà notti insonni a rivederti all’infinito baciare “l’altra” senza mai poter censurare quei dolorosi fotogrammi nella sua mente; vorrà ucciderti, vorrà uccidersi, vorrà ucciderla, deciderà mille volte di abortire e altre mille e una di tenere il bambino, e tra pochi mesi incontrerà un uomo che diventerà il padre di tuo figlio. Un’altra piccola menzogna: quel  bambino non saprà mai nemmeno che esisti.

 

 

Le bugie hanno le gambe pelose?

pinocchiSecondo un recente sondaggio tedesco ("Apotheken Umschau"), 6 uomini su 10 ammettono di mentire. E le donne? Solo la metà…

A nessuno piace chi mente, ma tutti diciamo bugie più o meno grandi. Ognuno di noi ama la verità, anche se talvolta non la vuole sentire e le preferisce una qualunque panzana piuttosto di aprire gli occhi su qualcosa che può essere destabilizzante.

Ma le menzogne non sono tutte uguali e c’è qualcuno che si porta a casa uno stipendio classificando le balle che la gente racconta, in base soprattutto alle motivazioni che spingono gli uomini a mentire.

Così abbiamo la bugia bianca che si dice per educazione: “ma no che non sei ingrassata, stai benissimo!”, mentre invece pensi [hai ingoiato una balena?].

La bugia pedagogica si racconta ai bambini per non guastargli l’onnipotenza dell’infanzia "Mamma, ti piace la casa che ho disegnato?", "E’ bellissima, tesoro" [se continui a disegnare questi sgorbi finisce che mi diventi architetto].

La bugia utilitaristica ci permette di scansare un lavoro sgradito: "Direttore, rimarrei volentieri stasera, ma sono di turno in Croce Rossa" [col cazzo che mi perdo la finale di Champions League].

La bugia di autopresentazione, piccola menzogna per sembrare più interessanti: "sono sportivo, pratico paracadutismo, bungee jumping, rafting, kick boxing e ho fatto la controfigura di Rocco Siffredi" oppure “certo, adoro cucinare”.

La bugia protettiva, grazie alla quale sopravvivono, almeno per un certo periodo, le coppie: "Vuoi tu prendere questa donna come tua sposa per amarla e onorarla finchè morte non vi separi?", "Si, lo voglio"…; oppure “Non devi essere gelosa lo sai che amo solo te” [di lunedì e mercoledì]. Quest’ultima è in effetti un’omissione, non è una vera e propria menzogna, ma una verità taciuta. Il confine però è labile.

La bugia a fin di bene, per risparmiare un dispiacere a qualcuno: “Sicuro, il prossimo anno ci facciamo un bel viaggio in Giappone” [tumulazione o cremazione?].

La bugia vitale è quella che raccontiamo a noi stessi per evitarci un cosciente dispiacere: “ho le occhiaia perchè ho dormito poco” [solo stanotte o negli ultimi 45 anni?]; “mio marito è un uomo molto impegnato, lavora spesso fino a tardi” [anche la sua collega bionda del piano di sopra]; “è il cotone che stringe” [o è il tuo culo che si allarga?].

L’aspetto interessante delle bugie vitali è che sono una forma di autoinganno che può avere natura collettiva: per esempio tutta una Nazione può fingere un calo di attenzione su eventi anche gravi in cambio della scomparsa dello stress che implicherebbe far sentire la propria voce o buttarsi in una Rivoluzione…