In lovely memory

Il tuo pelo, il mio naso contro il tuo, setoso e bagnato, i tuoi dentini aguzzi che mi bucano il mento in un bacio felino, il blu profondo dei tuoi occhi, e la tua voce, i tuoi brontolii, i tuoi rimproveri, i tuoi saluti.

Vorrei poterti ancora abbracciare e ricevere i tuoi piccoli abbracci, guardarti di nuovo negli occhi sapendo che non serve nessuna parola.

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Un nuovo amico

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Il mio nuovo amico non è della stessa famiglia di Rupert. Questo ha tutte le carte in regola per chiamarsi uccello: becco, ali, piume, zampette, e una voce delicata e melodiosa. È un pettirosso, l’ho chiamato Ocra per il piumaggio del suo petto aranciato. Vive nel mio giardino, deve aver fatto il nido piuttosto vicino alla porta di casa perché appena esco si avvicina subito, con l’impudenza di un fagottino di 10 cm di piume vicino ad un gigante quale devo essere ai suoi occhi. La prima volta ci siamo incontrati vicino allo stendibiancheria, e sono rimasta colpita dal suo coraggio e dai suoi grandi occhi neri che mi scrutavano curiosi. Ocra apprezza molto il mio pandolce genovese, ma anche il pane semplice non gli dispiace affatto. Mi viene incontro quando esco di casa, oppure al davanzale appena apro la finestra, o ancora sembra che mi aspetti quando rientro a casa salendo le scale che portano al giardino: si avvicina, mi guarda, canta qualcosa e vola via. La cosa più strana è che mi scruta come mi conoscesse, e questo fin dal primo istante quando ancora non mi associava al cibo.

Vi sembrerò una mammoletta, ma quando lo vedo mi commuovo.

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