Palle che girano: il Natale e altre insensatezze.

    Babbo5

    

Ve lo dico subito, per piacere non auguratemi mai “Buon Natale”.

E non fatemi regali. Appartengo alle folta schiera di coloro che detestano il Natale e che ogni anno, quando la città si riempie di chiassose luminarie, pensano seriamente di prendere un aereo e fuggire il più lontano possibile da tutta questa fasulla allegria: via dai pupazzi di neve di polistirolo e dagli abeti di plastica, via dai Babbo Natale con il finto pancione bozzuto e così sbilenco che manca poco e diventa una gobba, con barbe bianche spelacchiate che neanche un gatto di strada dopo una zuffa ha il pelo così scompigliato; e, soprattutto, via dai vuoti e convenzionali auguri di “buone feste”, ai quali devo rispondere cortesemente con un sorriso di cartone per non sembrar sgarbata o troppo anticonvenzionale. So che non sono sola, e invito i simpatizzanti dell’ “Aboliamo il Natale” a far sentire la propria voce.

Tutti sanno che Natale è solo una festa commerciale il cui primo comandamento è COMPRACOMPRACOMPRA: l’ansia da regalo dilaga tra la popolazione, soprattutto tra gli amanti dell’ultimo minuto, gente che ucciderebbe per un parcheggio, tra spintoni e gomitate allo stomaco in coda alla cassa e denti che volano come tappi di spumante, città paralizzate dal traffico dello shopping coatto e commercianti che gongolano, tredicesime che si sciolgono in mano come fiocchi di neve: un bel quadretto sul quale stonerebbe il passaggio di una stella cometa.

E non pensiate che con il 25 dicembre il logorio natalizio sia finito. Se per disavventura avete donato un regalo non gradito, risentimento e ostilità aleggeranno intorno a voi almeno fino a Ferragosto, e il prossimo Natale si scatenerà la vendetta: riceverete il regalo riciclato, quello che son quasi due generazioni che ve lo passate, come un testimone, utilizzando sempre la stessa logora carta per fasciarlo, e tra breve sarà un pezzo da museo di elevato interesse antropologico.

A Natale sorridiamo come ebeti per non sfigurare in mezzo a tante luci e fiocchi rossi, dimenticando che se qualcuno ha deciso di investire dei denari in Kilowatt per le luminarie è solo per stimolare il buonumore e agevolare l’estrazione compulsiva del portafoglio: COMPRACOMPRACOMPRA, non deludere nessuno, se non compri non puoi essere felice!

Sono una fervida agnostica, ma ho sentito parlare di un tale chiamato Gesù. Pare che una volta il 25 dicembre si celebrasse il suo compleanno: forse Cristo, assistendo a questo tripudio di banale consumismo a luci intermittenti, si rivolterebbe nella tomba. Se non ne fosse risorto…

Annunci

3 thoughts on “Palle che girano: il Natale e altre insensatezze.

  1. Perche’ il periodo natalizio coincide con cosi’ tanta rabbia?
    E’ cosi’ immorale e sbagliato anche solo fingere di essere felici?
    …in fin dei conti succede solo una volta all’anno…

  2. Non so se fingere di essere felici sia immorale, di sicuro è una cosa idiota.
    Felici bisogna cercare di esserlo, e non perchè ce lo impone il calendario o il consumismo. Non sempre è possibile, e questo bisogna saperlo accettare.
    Comunque ognuno è libero di fare come vuole e io di lamentarmi della fasullità del Natale.
    Per fortuna sono felice senza bisogno di aspettare Natale
    ;-P

  3. Ho imparato a mie spese che non sempre la propria felicita’ e’importante.
    Penso che la festa del Natale sia la festa di chi ha bambini a lui cari oppure di chi e’ innamorato.
    Per entrambe le categorie di persone i problemi devono essere messi da parte. In ogni caso.

    Se appartenessi alla prima categoria sarei capace di mettermi pancia, barba e vestitone rosso, fare un’entrata clamorosa e distribuire regali solo per godere nel vedere la faccia meravigliata dei piccoli incoscenti. Ma non e’ cosi’.

    Se appartenessi alla seconda categoria sarei felice per preparare qualcosa di speciale che rimanga stampata nella memoria di entrambe.
    Ricordo per esempio una volta, nella mia vita precedente, di aver trascorso la notte della vigilia di Natale con la persona amata ad impastare tagliatelle.
    E’stata la vigilia piu’ bella degli ultimi 72 anni.
    ;-P

    Dei propri figli o dei propri nipoti.Il mio parente piu’ giovane ha 60 anni e non e’ facile far finta di non aver problemi se ne hai veramente o totalmente idiota lasciarsi trasportare dal consumismo sfrenato se non hai un cazzo da festeggiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...