Namibia. Il quattordicesimo giorno

21 Agosto 2007. Svacco a Swakopmud e il misterioso Femidom.

 Swakop4

Finalmente è arrivato un giorno di relax, ognuno fa quello che vuole e il gruppo si Swakop1smembra: i più ludicotestosteronici programmano scorribande sulle dune a cavallo o col quad, gli altri, me compresa, si concedono l’agognato riposo. Svacco a Swakopmud significa gironzolare per la città: lo shopping, i palazzi coloniali, il lungo mare, finalmente deambuliamo con le nostre gambe.

La giornata comincia con una comoda colazione in una pasticceria tedesca, poi negozietti di souvenir, pranzo con fish&chip&beer, e infine una spedizione mal programmata a fotografare i fenicotteri rosa a Walvis Bay. gufo1Compro alcuni oggetti di ferro, che trovo bellissimi, in particolareWalvis b2 un gufo acquistato da Peter’s Antiques in Moltke St, realizzato dai carcerati del carcere di Swakopmud: è costruito con il ferro delle latte, e infatti gli occhi non sono altro che i fori su cui si avvitano i tappi. Amore a prima vista. Nello stesso posto Paola si è comprata una maschera, impiegando praticamente mezza giornata a sceglierla, ma l’ampia  offerta non poteva che creare grande imbarazzo.

A Walvis Bay il vento spira fortissimo, ed è pure freddo, il bastardo, ci vorrebbero i guanti, ma il peggio è che il sole è già troppo basso sul mare, e i volatili dal lungo collo ricurvo sono controluce e, per di più, pure troppo lontani per il mio zoom, tragicamente inadeguato. I fenicotteri stanno in acqua, con le zampe in ammollo, e infilano la testa sott’acqua per catturare i molluschi e i crostacei che vivono sotto la sabbia. Sono delusa, molto delusa delle mie foto, mi toccherà rubare una foto su Flicr per pubblicare qualcosa di decoroso per il blog???

walvis bay fenicotteri

Walvis Bay

A cena mi dimentico temporaneamente del mio personale fallimento fotografico annegando il dispiacere nel vino bianco e nei gamberoni, una delle migliori cene gustate in Namibia.

Mentre torniamo ai bungalow apriamo una confezione di condom femminili, ifendom2 Femidom, che Paola ha reperito in distribuzione gratuita alla reception: giuro, non sapevo neppure che esistessero, nessuno di noi ne aveva mai visto uno dal vivo e tanto meno utilizzato. L’oggetto in questione è una specie di “fodera vaginale”, e la guardiamo tutti perplessi. John commenta “sembra di farlo col domopak…”. Mi metto in valigia un campione con le istruzioni, perché sono una donna curiosa e sperimentale, ed anche perché con questo coso in mano mi sento obsoleta come mia nonna davanti ad un computer, sento l’impulso all’aggiornamento. Temo che, semmai decidessi di utilizzarlo, mi caccerò in una situazione assai imbarazzante, perché dall’illustrazione si capisce che un brandello di domopak penzola all’esterno, in modo spaventosamente ridicolo.

Domani si parte per Sesriem e Sossusvlei, le ultime due tappe prima di tornare alla Capitale. Queste sono le ultime gocce di Namibia e mi sento i pori dell’anima completamente aperti.

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